Entrata in vigore Legge 13/2015

Comunicato stampa Bingo Time Trentino srl

Con l’entrata in vigore delle Legge provinciale 13/2015 la Sala Bingo di Trento non chiude ma prosegue la sua attività di concessionario del gioco del Bingo che dal 2002 (a parte la parentesi legata alla pandemia) è ininterrottamente aperta tra Piazza Mostra e via del Suffragio.

Saranno invece spenti gli apparecchi dell’annessa sala slot e vlt in base a quanto previsto dalla legge. Termina in questo modo anche l’articolato programma “Sicuro di divertirti”, il piano messo in campo nel 2017 dalla Bingo Time Trentino, la società che gestisce la sala, per dare un contributo attivo al contrasto all’insorgere di fenomeno di gioco d’azzardo patologico.

 

Quello che lascia perplessi della decisione del Consiglio Provinciale è che è stata proprio la provincia di Trento, in un importante studio realizzato con l’Università di Trento e decine di ricercatori, a definire l’inefficacia di un distanziometro con effetto espulsivo e suggerire invece un’azione coordinata dell’intera filiera che si basasse su azioni di formazione, prevenzione e informazione. Ancora una volta il gioco lecito verrà ghettizzato in aree marginali, lontane dal controllo sociale, raggiungibilissime per giocatori problematici e patologici con un minimo di spostamento in più e precluse alla stragrande maggioranza delle persone che hanno un approccio sociale e ludico nei confronti dell’offerta di gioco le quali preferiranno approdare ai lidi dai confini ancora fumosi dell’online. Scelte scellerate che sappiamo aprono la porta a fenomeni illegali incontrollabili. Basta pensare che proprio lo studio della Provincia utilizza termini di matrice quasi ottocentesca parlando di rischio di “banditismo” (Vai alla ricerca “Gioco d'azzardo patologico: Monitoraggio e prevenzione in Trentino” p. 120) e crescita esponenziale del mercato clandestino”.

Il programma “Sicuro di divertirti” si basava su una politica aziendale rigorosa nel sostenere un approccio responsabile al gioco e nel contrastare l’insorgere di ogni possibile fenomeno di rischio. Il progetto si configura in scelte e pratiche organizzative e gestionali guidate da una precisa cultura d’impresa: attenta alla qualità delle prestazioni offerte, dei supporti informativi e tecnologici, della formazione del personale addetto e ad una chiara avvertibile etica legata a una peculiare offerta di intrattenimento.  Le attività condotte in questo ambito sono state ispirate proprio dal sopracitato studio “Gioco d'azzardo patologico: Monitoraggio e prevenzione in Trentino” prodotto dalla Provincia di Trento stessa e dalle importanti collaborazioni che Ascob, l’associazione concessionari del Bingo a cui aderisce la Sala di Trento, ha avuto negli anni con l’Università di Firenze e di Bologna.

 Il personale ha seguito numerosi corsi sia presso il Serd di Trento, elaborando di concerto il format poi riproposto in altre occasioni formative, con enti privati, psicologici e psichiatri di fame internazionale. Il percorso si è sviluppato con approfondimenti sulle dipendenze comportamentali e fornendo le conoscenze basilari su come riconoscere un comportamento dipendente ed eventuali situazioni di difficoltà. Di conseguenza il personale è stato formato su come indentificare strategie di intervento, anche coinvolgendo i servizi deputati, e favorire dinamiche virtuose. I collaboratori sono stati formati in merito al ruolo attivo antiriciclaggio, all’importanza di offrire un servizio nell’ambito di una concessione statale. “Sicuro di divertirti” si riferisce ad un duplice impegno.  Il cliente nella Sala deve divertirsi in modo sicuro, quindi lontano dalle problematiche legate al gioco illegale (usura, coinvolgimento criminalità organizzata, gioco minorile, riciclaggio, ecc…) o al gioco online e sotto l’occhio vigile di operatori formati. Ma “Sicuro di divertirti” è anche la domanda che costantemente chi gioca deve porsi, ricordandosi che il gioco deve essere solo un legittimo divertimento.  Le azioni di informazione organizzate dalla Sala di Trento si sono declinate in una implementazione della cartellonistica di avvertimento su rischi, divieti e buone pressi e nella sua traduzione in cinque lingue straniere. Nel complesso ambito della prevenzione il Bingo di Trento si è affidata alla consulenza di esperti nelle dipendenze comportamentali nella scelta del display, dei colori e dell’illuminotecnica della sala stessa, cercando di creare un ambiente il più adatto possibile a contrastare derive legate a disturbi e dipendenze. Ma non solo, presso la Sala i clienti hanno a disposizione strumenti di auto-analisi elaborati in base alla più attuale letteratura scientifica mentre in passato avevano fatto scalpore le uscite di gruppo organizzate dal Bingo per coinvolgere i clienti in attività di socializzazione.

Uno dei temi cardine della formazione nel progetto “Sicuro di divertirti” ha riguardato l’importanza di non stigmatizzare l’operato di chi lavora nel settore ma anzi riconoscerne la professionalità se supportata da adeguati interventi formativi e di aggiornamento. “Su questo punto è avvilente notare che alcune sigle sindacali anche nei giorni scorsi hanno indicato come un’opportunità i licenziamenti causati dalle normative espulsive per ricollocare il personale in settori da loro considerati più qualificanti. Affermazioni che discriminano i lavoratori dividendoli in lavoratori di serie A i cui diritti vanno tutelati da lavoratori di serie B che possono essere sacrificati per speculazioni politiche. Salvo poi, come è avvenuto al nostro personale in questi giorni, negarsi completamente al telefono per fornire chiarimenti”.

Con l’entrata in vigore della normativa la professionalità del personale viene mortificata e l’impegno dei collaboratori in questi anni neutralizzato. Allo stesso modo viene meno la possibilità di affrontare la regolamentazione di un settore complesso come quello del gioco legale con normative riconosciute come efficaci dalla letteratura scientifica preferendo semplificazioni che danneggiano sia le imprese che i lavoratori che i soggetti deboli.

Nel corso del dibattito nell’aula del Consiglio Provinciale sono state molteplici le imprecisioni e le informazioni non corrette che son state utilizzate a sostegno della scelta finale. Tra queste, ad esempio, si è sostenuto che il giocatore fisico non approda solitamente all’online. Questa affermazione è smentita nei fatti e nei dati raccolti nel corso della pandemia che, come sappiamo, ha chiuso gran parte del gioco fisico. Secondo i dati ADM (consulta il documento a pagina 21) nel corso del 2020 il gioco fisico è sceso del 47% mentre l’online è aumentato del 35% (superando a valore il gioco fisico). Questo dato, già di per sé significativo, deve esser letto alla luce del fatto che per ogni sito internet di gioco legale, secondo i dati della stessa ADM esistono 2,5 siti illegali (considerando solo quelli individuati e chiusi e non le migliaia che la stessa amministrazione dei monopoli non riesce a chiudere).

È stato detto poi più volte ripetuto che la proroga di 2 anni alla legge del 2015, concessa nel 2020 e che oggi giunge a scadenza era allora opportuna. Cinque anni, a detta degli intervenuti alla discussione, probabilmente erano pochi per permettere gli spostamenti. Mentre sette anni sono certamente sufficienti. E quindi chi non si è spostato in questo lasso di tempo è colpevole di trovarsi ora a dover chiudere. Chi fa affermazioni di questo tipo come può dimenticare che i due anni di proroga sono stati dominati dalla pandemia e dalle chiusure imposte al nostro settore. Più di dodici mesi di chiusura durante le quali le attenzioni degli imprenditori non potevano esser rivolte a spostare le sale ma, al contrario, a anticipare la cassa integrazione ai dipendenti costretti a casa per il periodo più lungo tra tutti i settori economici, gestire affitti e spese fisse che non son venute meno con le chiusure, evitare di far fallire le aziende. Soprattutto, anche dimenticando per un attimo quello che le imprese e i nostri dipendenti hanno vissuto a causa del Covid, 300 metri in linea d’aria in un territorio di montagna come il nostro disegnano una macchia che non lascia che piccolissimi fazzoletti di terra dove potersi spostare.

L’entrata in vigore della norma è, infine, anche in aperta contraddizione con le indicazioni che lo scorso 4 luglio il sottosegretario Freni ha dato alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome invitando “in attesa di un concertato ed omogeneo riordino del settore, ad una prudente attesa per salvaguardare i livelli occupazionali, la continuità del settore, le entrate erariali”.

Le attività del gioco del Bingo rimangono normalmente in funzione anche dopo il 12 agosto, la società sta valutando che decisioni prendere per quanto riguarda il settore slot e awp che assicurava la sostenibilità economica dell’impresa e i livelli occupazionali.

I percorsi formativi del personale della Sala Bingo di Trento.

La trasmissione di informazioni corrette al pubblico.

Le azioni di prevenzione messe in atto dalla Sala Bingo di Trento.