"LA REGOLAMENTAZIONE DEL GIOCO LEGALE

A LIVELLO NAZIONALE E TERRITORIALE"

Corso tenuto presso la Sala Bingo di Trento

dall'avvocato Geronimo Cardia

15 febbraio 2018

Il mese di febbraio ha visto protagonista l’avvocato Geronimo Cardia che ha tenuto una lezione sul tema “La regolamentazione del gioco legale a livello nazionale e territoriale”. Un incontro intenso dedicato ai collaboratori della società, primo punto di contatto con i giocatori e quindi importantissimi mediatori ogni giorno sul campo.

L’avvocato Geronimo Cardia è considerato uno dei massimi esperti del mondo del gioco lecito. È autore, tra l’altro del libro “La Questione Territoriale” in cui viene effettuata un’analisi puntale delle diverse normative locali nel settore e una mappatura di tutto il territorio.

Nel corso dell’incontro l’avv. Cardia ha ripercorso le fasi principali della legislazione sul gioco a partire proprio dal primo bando di gara del gioco del Bingo nel 2001 e dagli interventi successivi per normare con leggi sempre più stringenti le diverse tipologie di gioco per strapparle dal controllo della criminalità organizzata. In questo contesto di regimi concessori, l’avvocato ha sottolineato come i collaboratori della sala sono incaricati di pubblico servizio, veri e propri presidi dello Stato per la legalità.

 

La descrizione delle normative locali entrate in vigore in tutta Italia si è sviluppata ricordando che il gioco lecito è un settore molto delicato e che qualsiasi intervento legislativo nel settore va a toccare un preciso equilibro di sei fondamentali diritti costituzionali. Sono implicati nel settore, infatti, il diritto alla salute, il diritto al risparmio, ordine pubblico, gettito erariale ma anche diritto di impresa e al lavoro. Proprio per questo motivo, ha ribadito l’avvocato Cardia, gli approcci adottati dalle normative, che hanno una chiara impostazione proibizionista o ghettizzante, rischiano di essere un pericoloso boomerang.  Di sortire un effetto contrario e di andare a ledere tutti i diritti costituzionali. Non solo il diritto di impresa e al lavoro, mettendo a rischio un comparto che conta più cento mila occupati in tutta la Penisola, o l’importante gettito erariale, ma anche (e soprattutto) il diritto alla salute. Distanziometri e orari possono precludere l’accesso al gioco del giocatore sociale cioè colui che individua correttamente nei giochi un passatempo e un mero divertimento. Non fermeranno invece quei giocatori problematici o patologici che non saranno scoraggianti da qualche decina di metri in più di strada. Senza contare, e l’allarme non è da poco, che più si andrà restringendo il gioco lecito regolamentato e controllato in modo analitico, più prenderà piede l’online, per il quale non esistono attualmente né leggi né tecnologie che possano garantire un minimo di controllo (ad esempio sull'accesso di minori). Ma il pericolo non è solo l’online: il proibizionismo restituisce alle zone d’ombra della criminalità organizzata l’intero comparto.

Al termine dell’incontro si è ribadito quindi che l’unico approccio che può dare dei frutti concreti e duraturi è un approccio basato sulla formazione, sulla consapevolezza e sulla cultura. Un ripensamento quindi globale della prospettiva con la quale affrontare le problematiche connesse al gioco che deve vedere anche i concessionari come protagonisti. Affiancati però dalle istituzioni e dagli enti competenti per poter finalmente sviluppare un contrasto alla dipendenza da gioco d’azzardo patologico che possa essere efficace.

I percorsi formativi del personale della Sala Bingo di Trento.

La trasmissione di informazioni corrette al pubblico.

Le azioni di prevenzione messe in atto dalla Sala Bingo di Trento.

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